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Immagine di una ragazza in un toboga nella Forra di Prodo

La Forra di Prodo

Conosciuta anche come Fosso Campione (e localmente i pozzi) la Forra di Prodo è al tempo stesso una delle forra più divertenti ed emozionanti dell’Umbria. Con un’unica condizione, saper nuotare, o comunque non aver paura di dover attraversare pozze d’acqua e corridoi allagati dove non si tocca.

Torrentismo vicino Orvieto

Questa forra si trova vicino Prodo, un piccolo borgo dominato da un bel castello medioevale del XIII sec.

Prodo è una frazione di Orvieto, e si trova a metà strada da questo comune e quello di Todi. Il nome del paese deriva da quello della famiglia che tra il XII e il XIV secolo d.C. fece costruire il castello, i Prodenziani (di origine francese), dal cui nome deriva anche quello utilizzato per chiamare gli abitanti del borgo, Prodenzani.

Forra di Prodo: caratteristiche generali

Il percorso che conduce a questa forra inizia in corrispondenza del parcheggio sotto le mura del castello e basteranno pochi minuti per raggiungere un itinerario torrentistico dove avrete la possibilità di tuffarvi in marmitte bianche di acqua limpidissima, di nuotare fra strette pareti scavate dal torrente o in deliziosi micro laghetti, e di scivolare in divertentissimi toboga. Una vero spasso.

Questa forra inizia subito con un bel tuffetto, e prosegue poi tra tuffi e nuotate in lunghi corridoi di acqua che sono spesso in penombra a causa delle pareti di roccia che filtrano la luce. Tutto è molto suggestivo ed è con questa bellissima atmosfera che si prosegue tuffandosi, nuotando e scivolando senza sosta per circa 750 metri, circondati da un ambiente boschivo che amplifica l’esperienza sensoriale che la Forra di Prodo è in grado di regalare.

Difficoltà della forra: media

Questo percorso torrentistico è praticamente adatto a qualunque neofita, purché risponda alla caratteristiche indicate sopra, o abbia comunque alcuni requisiti minimi, che vi invitiamo a conoscere qualora non abbiate mai avuto a che fare con questo genere di attività.

La progressione in forra non supera in genere le 3 ore, ma molto dipende dalle persone che ogni volta vanno a formare il gruppo dei partecipanti, ognuna delle quali potrebbe avere predisposizioni diverse nell’affrontarlo. In ogni caso tendiamo a formare gruppi omogenei, basandoci o sulla nostra conoscenza personale dei partecipanti, oppure su quanto essi ci dicono riguardo a precedenti esperienze di canyoning e riguardo alla loro condizione fisica.

Da precisare che tra le possibili cause di rallentamento c’è anche l’eventuale presenza di altri gruppi di torrentisti, che potrebbero procedere più lentamente rispetto ai tempi medi di percorrenza.

Noi di madmad canyoning proponiamo questa forra da aprile a giugno, ed organizziamo le uscite formando gruppi con un numero minimo di 6 partecipanti. La loro età deve essere compresa tra i 16 e i 65 anni.

FORRA DI PRODO: SCHEDA TECNICA
  • Avvicinamento:  5 minuti
  • Progressione forra:  3 h
  • Ritorno alla macchina:  30 minuti
  • Tempo totale: 4 H
  • Altitudine in entrata:  310 metri s.l.m.
  • Altitudine in uscita:  180 metri s.l.m.
  • Dislivello:  130 metri
  • Lunghezza percorso:  0,700 km
  • Difficoltà:  2
  • Numero calate con corda:  10
  • Altezza massima calata:  16 metri
  • Cascate d’acqua:  sì
  • Cascata più alta:  16 metri
  • Possibilità di tuffi:  sì
  • Corridoi allagati:  sì
  • Toboga:  sì
  • Necessario saper nuotare:  sì
  • Necessario esperienze precedenti:   no
  • Praticabile da:  marzo a giugno
  • Nostre uscite:  da aprile a giugno
  • Lo consigliamo a: tutti, anche neofiti
QUANTITÀ DI ACQUA NELLE FORRE

Riguardo alla quantità di acqua presente nelle forre, precisiamo che nei mesi durante i quali organizziamo le uscite questa quantità dipende dal bacino di raccolta idrico o dal nevaio da cui proviene l’acqua (accumulo invernale). Le indicazioni riportate nella scheda tecnica si riferiscono quindi ad una presenza di acqua normalmente prevedibile, ma che può variare di stagione in stagione.

Negli stessi mesi la portata media dell’acqua può inoltre subire possibili aumenti giornalieri, dovuti a rovesci temporaleschi. Nel caso di aumenti eccessivi, che possono alterare il livello di difficoltà della forra indicato nella scheda tecnica, ci riserviamo il diritto, a tutela della vostra e nostra sicurezza, di rimandare l’uscita in una data diversa da quella concordata.

 

La Forra di Prodo si trova a circa 20 km da Orvieto e da Todi, e in entrambi i casi si tratta di due Comuni ricchi di storia e cultura. Se non ci siete mai stati vi suggeriamo di dedicare ad uno dei due la restante parte della giornata che vi rimarrà libera dopo essere stati con noi. Nel frattempo vi diciamo qualcosa sulle origini di Todi.

 

TODI: ORIGINE E LEGGENDE DELLA SUA FONDAZIONE

Cominciamo con dire che Todi si trova in Provincia di Perugia, in quell’area geografica che è conosciuta con il nome di Media Valle del Tevere. Più precisamente il Comune sorge a 411 m s.l.m., su un rilievo compreso tra i torrenti Naia e Rio, due affluenti del Tevere che sfociano sulla sua riva sinistra. Questo significa che Todi offre al visitatore uno bellissimo panorama su tutto il territorio circostante.

Riguardo alle sue origini storiche, sulla Treccani online si può leggere che appartenne probabilmente agli antichi Umbri (una popolazione di origine Indoeuropea che si stabilì nell’Italia centro-settentrionale nella seconda metà del II millennio a.C.). ma purtroppo l’autorevole enciclopedia non entra nel merito della possibile data della sua fondazione,  né da parte loro, e né da parte di altri. Tra i vari riferimenti storici che vengono però riportati indica un periodo di maggior splendore della città, collocato tra la fine del VI e il III sec. a.C. Su alcuni siti web dedicati specificatamente a questa città, viene invece indicato come storicamente certo che fu fondata dagli Etruschi tra il III e il I sec. a.C, e quindi dopo il periodo di maggior splendore indicato dalla Treccani. Wikipedia fornisce poi una seconda e differente datazione.

Sempre riguardo all’origine della città sembrano esserci due leggende. La prima, contenente pochi dettagli, racconta che Todi fu fondata dalla tribù dei Veii-Umbri, stabilitasi lungo le rive del Tevere per costruire un nuovo villaggio (c’è chi afferma che questo avvenne nel 2707 a.C., e quindi circa 15 secoli prima dell’arrivo degli Umbri in Italia) . La seconda, praticamente più che scarna, fa invece riferimento al dio greco Eracle.

Nella prima leggenda si narra che un giorno, durante i lavori di costruzione dell’antico villaggio di Todi, gli uomini si erano fermati per mangiare e mentre stavano pranzando un’aquila scese dal cielo, afferrò la loro tovaglia e la portò in cima al colle che si trovava alle loro spalle. Tutto fu letto come un segnale divino, e quindi fu deciso che il villaggio doveva essere costruito sul colle. La leggenda è così radicata nella tradizione popolare che il simbolo di Todi è un’aquila con le ali aperte che tiene tra gli artigli un pezzo di stoffa.

La seconda leggenda narra che Todi inizialmente si chiamava Ecli, in quanto fu fondata dal dio greco Eracle, che in quel luogo aveva ucciso il dio Caco. A tale riguardo c’è da precisare che sul volume de Le garzantine, dedicato alla mitologia greca, alla voce Eracle, e alla voce Caco, non c’è nessun riferimento alla città di Todi, mentre invece viene descritto quand’è che i due s’incontrarono e per quale motivo il primo uccise il secondo. Se siete curiosi potete trovare con facilità questa storia sul web.

Riguardo infine all’origine del nome Todi, questo deriva dal latino Tuder, a sua volta derivato dall’etrusco Tular, che significa confine. Il luogo dove fu edificato l’antico villaggio era in effetti al confine con il territorio controllato dagli Etruschi.

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