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Immagine di una calata con corda nella Forra di Fossaceca

La Forra di Fossaceca

Ancora prima di accennarvi le particolarità e la bellezza di questa forra, vi anticipiamo che non è per tutti. Si tratta infatti di una forra impegnativa, che può essere affrontata senza una guida solo da torrentisti esperti. La sua difficoltà tecnica ci costringe quindi a precisare che non possiamo proporla a persone che non hanno mai avuta nessuna esperienza di torrentismo o che comunque non hanno mai affrontato percorsi torrentistici che potremmo definire propedeutici a questo  tipo di difficoltà.

Torrentismo nel Gran Sasso

Conosciuta anche come Vena Rossa (per via delle stratificazioni di selce rossa presenti lungo molti tratti della gola), la  Forra di Fossaceca si trova sotto al Monte Prena, una delle 28 cime del Gran Sasso (la nona in ordine di grandezza, con i suoi 2.561 m), da molti considerata una delle montagne più affascinanti di tutto il massiccio, per via del suo aspetto che viene spesso descritto lunare.

Uno degli accessi è poco distante da Pretara, una frazione del Comune di Isola del Gran Sasso d’Italia (Provincia di Teramo).

Forra di Fossaceca: caratteristiche generali

Fantastica e bellissima. Questi sono i due aggettivi che più frequentemente vengono esclamati da chi scende per la prima volta lungo il torrente di questa forra, che nel Centro Italia è senza dubbio una delle più entusiasmanti, sia dal punto di vista tecnico che da quello naturalistico.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico si tratta di una forra a sviluppo verticale, caratterizzata da una sequenza di  22 cascate (la più alta misura 30 m),  alcune delle quali sono in rapida successione e molte della quali vanno affrontate necessariamente calandosi sotto il getto dell’acqua (queste ultime potrebbero mettere in difficoltà chi non si è mai trovato in una situazione di questo tipo). C’è da dire che la calata con corda delle cascate rappresenta l’unica difficolta tecnica della Forra di Fossaceca, ma è proprio il numero delle calate, insieme alla lunghezza dell’intero percorso torrentistico (1,3 km), a rendere tutto molto impegnativo

Per quanto riguarda invece l’aspetto naturalistico, la forra si sviluppa in un ambiente che può essere definito selvaggio e severo, soprattutto per chi è abituato a vivere la montagna in maniera molto rilassata. Fanno da contraltare a questo percorso wilde  dei bellissimi panorami, e questo nonostante le cascate non siano in genere molto alte e siano quasi tutte inforrate (chiuse tra pareti).

Difficoltà della forra: difficile

Come dicevamo sopra, questo percorso non è per tutti, almeno come prima esperienza. Per poterlo affrontare sarebbe quindi meglio iniziare a fare esperienza con qualcosa di molto più semplice, come ad esempio la Forra di Prodo o la Forra del Casco.

La durata dell’escursione non supera in genere le 4 ore (escluso il tempo necessario per l’avvicinamento alla forra, di circa 1 ora, e quello per il ritorno alle macchine), ma molto dipende dalle persone che ogni volta vanno a formare il gruppo dei partecipanti, ognuna delle quali potrebbe avere predisposizioni diverse nell’affrontarlo. In ogni caso tendiamo a formare gruppi omogenei, basandoci o sulla nostra conoscenza personale dei partecipanti, oppure su quanto essi ci dicono riguardo a precedenti esperienze di canyoning  e riguardo alla loro condizione fisica.

Il percorso è adatto per persone dai 18 anni in su, fino ad un massimo di 65 anni. Noi di Madmad Canyoning lo proponiamo nei mesi di agosto e settembre, ed organizziamo le uscite formando gruppi con un numero minimo  di 6 partecipanti.

FORRA DI FOSSACECA: SCHEDA TECNICA
  • Avvicinamento:  1 h
  • Progressione forra:  4 h e 00 minuti
  • Ritorno alla macchina:  40 minuti
  • Tempo totale:  5 h e 40 minuti
  • Altitudine in entrata:  1280 metri s.l.m.
  • Altitudine in uscita:  980 metri s.l.m.
  • Dislivello:  300 metri
  • Lunghezza percorso:  1,300 km
  • Difficoltà:  3
  • Numero calate con corda:  20
  • Altezza massima calata:  30 metri
  • Cascate d’acqua:  sì
  • Cascata più alta:  30 metri
  • Possibilità di tuffi:  no
  • Corridoi allagati:  no
  • Toboga:  no
  • Necessario saper nuotare:  no
  • Necessario esperienze precedenti:  sì
  • Praticabile da:  da luglio a settembre
  • Nostre uscite: da luglio a settembre
  • Lo consigliamo a:  persone in grado di sostenere un percorso impegnativo
QUANTITÀ DI ACQUA NELLE FORRE

Riguardo alla quantità di acqua presente nelle forre, precisiamo che nei mesi durante i quali organizziamo le uscite questa quantità dipende dal bacino di raccolta idrico o dal nevaio da cui proviene l’acqua (accumulo invernale). Le indicazioni riportate nella scheda tecnica si riferiscono quindi ad una presenza di acqua normalmente prevedibile, ma che può variare di stagione in stagione.

Negli stessi mesi la portata media dell’acqua può inoltre subire possibili aumenti giornalieri, dovuti a rovesci temporaleschi. Nel caso di aumenti eccessivi, che possono alterare il livello di difficoltà della forra indicato nella scheda tecnica, ci riserviamo il diritto, a tutela della vostra e nostra sicurezza, di rimandare l’uscita in una data diversa da quella concordata.

 

Decidere di passare una giornata facendo torrentismo nella Forra di Fossaceca può essere un buon motivo per scegliere di trascorrere un intero week end da quelle parti. Vi suggeriamo due cose da andare a vedere.

 

INNANZITUTTO LA CITTÀ DI TERAMO

Il primo luogo che vi consigliamo di andare a vedere è Teramo,  che si trova a soli 33 km da Petrara. Ve la consigliamo perché in genere non si sente parlare di questa città come di una possibile meta turistica, ed invece, per quanto piccola (quasi 153 km2 per circa 55.000 abitanti), è ricca di storia e cultura, di verde pubblico, e di una inaspettata vitalità. Si tratta infatti di una cittadina di origine antichissime (era una colonia fenicia), che offre al visitatore la possibilità di girarla a piedi in poche ore, passeggiando tra resti archeologi risalenti all’impero romano, chiese e cattedrali medioevali, ottime trattorie e bei negozi.  Tra le cose da vedere vi suggeriamo il Duomo Santa Maria Assunta e San Berardo, il Giardino dei Tigli, il Castello della Monica, l’Anfiteatro Romano, Largo Torre Bruciata, e corso Cerulli (cuore del centro urbano), dove sono presenti le chiese e gli edifici storici di maggior valore. Per info sulla città di Teramo vi consigliamo il portale Teramo Turismo.

LA FORTEZZA DI CIVITELLA DEL TRONTO

A 54 km da Pretara c’è la Fortezza di Civitella del Tronto, in Provincia di Teramo. Si tratta di una fortezza che ha sulle spalle quasi 11 secoli di storia e che ha rivestito un importante ruolo strategico negli ultimi secoli dell’epoca medioevale, durante tutto il lungo periodo della storia moderna, e nei primi secoli della storia contemporanea. La struttura, che sembra essere costruita su opere murarie premedievali, ha una origine storica incerta, anche se l’ipotesi più accreditata è quella di una sua formazione tra il IX e il X secolo d.C., che si rese necessaria per proteggere la popolazione locale dalle incursioni degli Ungari e dei Saraceni.  In ogni caso il primo processo di fortificazione storicamente accertato risale al 1269, per volere di Carlo I d’Austria.

La fortezza, edificata su uno sperone di roccia, a circa 600 m s.l.m. è stata una delle roccaforti più importanti del Viceregno di Napoli ed è una delle più imponenti opere di ingegneria militare realizzate in Italia, prima del ‘900, paragonabile alla Fortezza di Hohensalzburg di Salisburgo, una tra le più grandi di Europa. Nel tempo questi presidio è stato oggetto di tre importanti assedi, l’ultimo dei quali iniziò il 26 ottobre 1860 e si concluse il 20 marzo 1861, anno in cui il Regno di Napoli si arrese a Vittorio Emanuele II di Savoia, che fu incoronato Re d’Italia il 17 marzo, tre giorni prima della resa della fortezza all’esercito sabaudo.

Al di là dell’importanza storica di questa fortezza, e più in generale dei possibili motivi d’interesse per la sua struttura, l’altra ragione per la quale vi suggeriamo di visitarla risiede nel fatto che dalle sue mura si vede un bellissimo panorama, molto vasto, che spazia dalla valle del fiume Salinello a quella del fiume Tronto, e dal quale si possono vedere i Monti Gemelli, il Gran Sasso e i Monti della Laga, il Monte della Majella e dell’Ascensione, ed il mare Adriatico.

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